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583.0.0
Bernardinus Andreutii de Ocriculo <publicus imperiali auctoritate notarius ac vicecancellarius>
Ruolo: notaio
Tipologia: copia autentica
Tradizione: originale
Regesto: Il notaio e vicecancelliere del Comune di Sangemini Bernardinus Andreutii de Ocriculo redige, su mandato dei Priori, copia dei verbali dei consigli, delle deleghe "ad capitulandum et fraternandum" e dei capitoli stipulati tra Terni e Sangemini nel 1499 (cfr. 583.0.1) grazie all'intervento del vescovo ternano Ventura Bufalini, estraendola dai libri di Riformanze in cui erano stati registrati, nonché dei successivi verbali, deleghe e capitoli tra le due comunità redatti nel 1506 (cfr. 583.0.2) a seguito dell'intervento del giureconsulto magnificus dominus Petrus Gentilis Buccaleonis de Monticulo Marchie, luogotenente e commissario generale della Camera Apostolica nelle terre Arnolfe e in Sangemini.
Note tergali: - Capitula cum Sancto Gemino (XV-XVI) - Capituli fra Terni et S.Gemino (…)
Sigillo: 1
Descrizione sigillo: S.I. (ne sono rimasti due su tre: uno reca il tyrus di Terni e l'altro potrebbe essere quello di Sangemini)
1506
membranaceo; 950 x 635mm.
Terni <territorio> - Storia - Fonti archivistiche
Terni - Archivio di stato - Regesti
Pergamene
LAT
IT
B/N
852PInvia segnalazione
583.0.1
Tipologia: pacta capitula et conventiones
Tradizione: copia
Regesto: Il vescovo ternano Ventura Bufalini redige un capitolato di pace tra Terni e Sangemini, su impulso di dominus Petrus de Amadeis, ser Iohannes Andreas Paridis, Fadulfus domini Merlini e Federicus Petri domini Alberti - eletti dai priori il 24 novembre 1499 su mandato del consiglio generale di Sangemini dello stesso giorno - con il quale si stabilisce: che per prima cosa i capitoli non pregiudichino né la libertà ecclesiastica nè il libero stato e regime delle due comunità ma contribuiscano alla pace tra le parti e abbiano vigore a partire da quando i ternani adempiranno effettivamente a quanto in essi contenuto e a quanto, sulla base di essi, verrà loro ordinato dal proprio vescovo; che la comunità ternana, insieme ai Chiaravallesi di Todi e ai loro seguaci, rimetta ai Sangeminesi le loro colpe per i reati (anche gravi quali l'omicidio) intervenuti fino ad allora, garantendo loro pace e sicurezza attraverso l'applicazione di pesanti pene per i contravventori; che i Sangeminesi siano considerati alla stregua dei cittadini ternani nei commerci di qualsiasi genere e per quanto riguarda il pagamento di dazi e gabelle, che possano valersi del medico e del maestro di scuola ternani senza il pagamento di ulteriori imposizioni oltre a quelle pretese dai ternani e che eventuali delitti da quelli commessi siano puniti applicando le pene previste dagli statuti del luogo in cui fossero perpetrati. Le parti si impegnano inoltre a rispettare gli accordi sotto pena di tremila ducati d'oro, da versarsi per un terzo alla Camera Apostolica, per un terzo alla comunità al cui territorio appartenesse la parte offesa e per l'ultimo terzo alla stessa parte offesa.
Actum: Actum in domibus monasterii Sancti Nicolai
24 novembre 1499
membranaceo
Terni <territorio> - Storia - Fonti archivistiche
Terni - Archivio di stato - Regesti
Pergamene
LAT
IT
B/N
853PInvia segnalazione
583.0.2
Bernardinus Andreutii de Ocriculo <publicus imperiali auctoritate notarius ac vicecancellarius>
Ruolo: notaio
Tipologia: pacta capitula et conventiones
Tradizione: copia
Regesto: Il nobile sangeminese e consigliere Mariangelus de Fadulfis interviene in sede di consiglio generale - convocato su mandato di Petrus Gentilis Buccaleonis de Monticulo Marchie, luogotenente e commissario generale della Camera Apostolica nelle terre Arnolfe e in Sangemini e dei sei priori della città Petruspaulus Grummuli, Placens Iohannis, Franciscangelus Angu[e..ll]i, Bastianus Rentii Barthole, Iacobus Picciani, Marcangelus Angeli Francisconi - riguardo alla controversia che oppone la sua comunità a quella ternana in merito alle gabelle e alle dative da pagarsi da parte chi possiede beni immobili nel territorio di Sangemini, per proporre che siano rispettate le decisioni prese dai consigli precedenti e che lo stesso commissario, unitamente ad alcuni appositamente delegati, si rechi a convegno con i ternani (se ancora lo vogliono) per appianare i contrasti esistenti. La proposta è messa a partito e approvata; segue la registrazione dei capitoli convenuti tra il defunto vescovo ternano Ventura Bufalini, il commissario della Camera apostolica e i rappresentanti delle due parti (per Terni: Francesco de Camporeale, Iohanramundo de Francesco de Gulino, Petroiohanpaulo de Palazo, ser Francesco de Forte e Bartholomeo de Lunfante; per Sangemini: Mariangelo de li Fadolfi, Fadolfo de misser Merlino, ser Pietro Iacobo de ser Lucantonio a nome di Contaversa, Cherubino de Fecchia a nome di Iohanneantonio de Caroccio, Perplo de Brunoro, Hieronimo de Moricotto, Astorre de Bartolomeo, Perlorenzo de Gemino e Baptista de Mulina) riunitisi presso il mulino del Camporeali. I patti prevedono che: chiunque compererà o venderà in futuro beni immobili nella città o nel territorio di Sangemini dovrà farlo secondo la consuetudine del luogo, nel palazzo del podestà e con la sua autorità secondo quanto stabilito negli statuti municipali, pena la perdita del denaro versato dall'acquirente e la nullità dell'atto; che i ternani che possiedono beni immobili nel territorio di Sangemini siano obbligati ad accatastarli nei libri di quel Comune entro due mesi (lo stesso varrà per quelli che verranno acquistati in seguito) pena la confisca del bene non dichiarato; che i ternani di cui sopra paghino annualmente ai gabellieri di Sangemini 20 baiocchi per ogni focolare per tutti i beni di qualsiasi entità posseduti in quel territorio; che gli stessi siano obbligati a rispettare le disposizioni del Comune di Sangemini relativamente ai beni ivi posseduti o alle gabelle impostevi e che siano gravati nella stessa misura degli abitanti del luogo; che quelli che attraversassero il confine tra le due comunità con beni soggetti a gabella siano obbligati a pagare solo nel caso in cui tali beni fossero destinati alla vendita e che per ogni acquisto da essi operato sia loro imposto lo stesso contributo richiesto al Sangeminese che comperi o venda; si stabilisce infine la reciprocità dei patti suddetti e la redazione di una doppia copia del documento delle quali una (quella di mano del cancelliere di Sangemini) vada ai Ternani e l'altra (di mano di Ser Carissimo Mathei) ai Sangeminesi.
27 aprile 1506
membranaceo
Terni <territorio> - Storia - Fonti archivistiche
Terni - Archivio di stato - Regesti
Pergamene
LAT
IT
B/N
854PInvia segnalazione
N, 57
Mediocre
forti contrazioni del supporto; inchiostri caduti; gore; muffe
Secolo XVII: - n°16 (due volte, depennato) - n°10 - Mutius Iozzius deputatus
Secolo XVIII: Sub n° 371
AST - Archivio di Stato di Terni

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Sta in: HD Farini


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