home page

Preziose rarità fra gli Incunaboli della Biblioteca Comunale [1]

Con le librerie delle soppresse Congregazioni religiose dei Carmelitani Scalzi, dei Minori Conventuali, degli Agostiniani, dei Minori Osservanti e dei Cappuccini, si venne a formare verso il 1861 il primo nucleo della Biblioteca Comunale di Terni e da queste Librerie appunto provengono i 125 incunabuli conservati in questa medesima Biblioteca.
Molti di essi portano ancora l'ex-libris, o il timbro, o qualche nota attestante la loro provenienza, mentre altri manifestano la loro origine attraverso il proprio contenuto o il proprio autore, origine che, in questa regione, che fu culla dell'Ordine Francescano, è assai spesso collegata alle Librerie dei Minori Osservanti o dei Minori Conventuali. Poiché se gli incunabuli della Biblioteca di Terni contenenti le opere di S. Agostino o di Alfonso Toletano ricordano il soppresso Convento degli Eremitani, le edizioni quattrocentine di Andres (o Andrese) Antonio, Angelo di Clavasio, Bernardino da Siena, Giovanni Canonico, Roberto Caracciolo, Michele di Carcano, Giovanni Duns, Francesco Maironi, Guglielmo Ockam, Jacopone da Todi, Nicolo di Lira, Antonio Trombeta, libertino da Casale, per essere questi autori francescani, denotano ancora oggi, come la maggior parte degli incunabuli di questa raccolta provengano appunto dalle soppresse Librerie dei due Ordini del Santo di Assisi.
Questi incunabuli erano già stati oggetto di ricerca e mi vennero indicati, collocati già a parte in apposito scaffale, dalla cortesia dell'alierà Bibliotecario, il Prof. Manfren; nell'esame però che io feci di altre cate­gorie di libri antichi e rari, collocati negli scaffali contrassegnati dalle lettere C e B, ne rinvenni ancora altri 14. Un catalogo degli incunabili, nel senso esatto della parola e cioè un catalogo provvisto dei riferimenti ai Repertori Bibliografici, mancava e a ricolmare tale lacuna provvidi col mio modesto lavoro che presenta la identificazione di tutti gli esemplari. E' stato appunto in seguito a tale lavoro di identificazione che mi accadde di rilevare la presenza di un Breviarium Romanum (inc. 23) [oggi l'incunabolo ha collocazione Inc 93], restato finora sconosciuto ai bibliografi, benché questa categoria di libri liturgici sia stata oggetto di speciali ricerche (cfr. Bohatta M., Liturgische Biblio-graphie des XV Jahrhunderts, Vienna 1911) e la voce Breviarium sia stata già esaurita dal Gesamtkatalog der Wiegendrucke.
L'incunabulo in questione è veramente soltanto una porzione di Breviario e cioè il: « Comune Sanctorum » nelle sue varie parti di notturni, laudi, ore, vespri e compiete. Se il contenuto non offre forse nulla di particolare, il volumetto si presenta però con un aspetto caratteristico per il suo formato, fra gli incunabuli, eccezionalmente piccolo (mm. 98X65 compresi i margini), sì da essere un volumetto veramente tascabile. Mentre i breviari quattrocentini hanno, nel maggior numero di edizioni, dalle 30 alle 40 linee per pagina, e non mancano molte edizioni dalle 40 alle 50 linee, questa edizione presenta soltanto 15 righe per carta. Esso - si può dire - deve essere il più piccolo breviario del sec. XV.
Certo che questa edizione, che potremo dire « diamante », se fu mai completa di tutte le sue parti, doveva essere costituita da altri volumetti.



Fig. 1
Breviarum Romanum (carta 1) Neapoli, Mat. Moravus e. 1476/77




Fig. 2
Breviarum Romanum (carta 12) Neapoli, Mat. Moravus e. 1476/77 sconosciuto ai bibliografi.

contenenti il proprium de tempore, il proprium de sanctis, il psalterium ecc. L'esemplare, posseduto da questa Biblioteca, mutilo della fine, fu esaminato non appena da me rinvenuto, dall'Accurti che lo attribuì al tipografo Mattia Moravo; e veramente esso è stampato con i tipi dati dallo Haebler, tipo 1° gotico 83/84 come ha accertato nella identificazione di questo esemplare la Dott. Valenziani, addetta presso la Biblioteca Vittorio Emanuele, al Centro di Informazioni Bibliografiche per la compilazione del Catalogo generale degli incunabili (sic !) delle Biblioteche Italiane. L'incunabulo nel quale si da per maggiore conoscenza la riproduzio­ne fotografica, (figura N. 1 e 2) è qua e la rubricato a mano, come a mano, in rosso e turchino, sono delineate le iniziali più grandi. Quanto al contenuto, esso non presenta nulla di speciale rispondendo in linea generale al testo del « comune sanctorum » tuttora in uso; qua e là però si notano omissioni e trasposizioni che potrebbero interessare altro campo di studi e di ricerche. Il volumetto porta il timbro di provenienza della Biblioteca del Convento Ternano di S. Francesco (Bibl. Con. S. F. Interamn.) e questo potrebbe lasciar pensare che si trattasse, più che di un breviario romano, di un vero Breviario Francescano, dato che già nel sec. XV erano stati impressi Breviari di questo Ordine. Ma il testo del « comune sanctorum » per contenere le parti dell'ufficio comune a tutti i Santi apostoli, martiri, con­fessori, vergini ecc. manca di quelle peculiarità che potrebbero costituire un elemento sicuro di attribuzione all'ordine del Santo di Assisi e pertanto il volumetto è qui schedato sotto la voce più sicura di « Breviarium Romanum ». Malgrado la sua mutilazione finale, il piccolo incunabulo rappresenta l'unico prezioso resto di un'edizione rimasta finora sconosciuta e andata nel volgere inesorabile dei secoli, perduta. Il bisogno dei libri liturgici, derivato dal grande uso e dalla grande diffusione di essi, fece sì che questi libri incontrarono fin dagli inizi della stampa il favore dei proto tipografi ; sicché non fa meraviglia che uno dei primi libri stampati, anzi il primo libro che porti indicazioni di luogo e di anno di stampa, sia proprio un Psalterio impresso a Magonza da Fust e Schòffer nel 1457, psalterio che già nel 1459 aveva subito, a riprova del favore incontrato, una seconda edizione. Ma accanto al grande bisogno e alla grande diffusione di questi libri, vi era anche il grande consumo che li faceva deteriorar con facilità e, una volta sostituito da una nuova edizione, il vecchio libro liturgico di­veniva un oggetto inutile.
Ecco la ragione per cui parecchie edizioni antiche dei libri liturgici sono giunte sino a noi in pochissimi esemplari : si pensi per esempio, che la celebre collezione di tali libri impressi nel sec. XV e XVI già appartenenti al Duca di Parma e che furono messi in vendita a Parigi due anni or sono, conteneva quasi 100 pezzi conosciuti dai bibliografi soltanto attra­verso gli esemplari di quella preziosa e nota collezione. Nel caso poi del Breviario di Terni, il formato eccezionalmente piccolo deve aver concorso anch'esso ad aumentar la dispersione degli altri esemplari usciti con esso dal medesimo torchio del Moravo. Oltre questo volumetto sconosciuto ai bibliografi, la Biblioteca Comunale di Terni possiede una Miscellanea costituita da rarissimi e unici opuscoli, che ha la segnatura Inc. 54. Il primo dei 9 opuscoli che la compongono è dato dalle : « Rubricete novae cum declarationibus earum prò divino officio celebrando », (fìg. 3) impresse da Gerardo (Lisa) di Flandria, in Tarvisio, intorno agli anni 1476-78. Questo incunabulo citato ma non visto dallo Hain, non descritto da nessun altro repertorio bibliografico, è l'unico esemplare della unica edizione quattrocentina dell'opera, che risulti posseduto da Biblioteche Italiane. Il secondo opuscolo della stessa



Fig. 3
Rubricae Novae cum additionibus (Tarvisii) Gerardus Flandrinus, (c. 1477). Unico es. che risulti posseduto da Bib. Italiane.




Fig. 4
Andreas de Escobar. Modus confitendi (Romae, c. 1475) Unico esempl. che risulti posseduto da Bib. italiane.




Fig. 5
Aut. De Butrio – Directorium ad confitendum (Romae, in domo Aut. et Raph. de Vulterris, c. 1474).

miscellanea, è il Modus confitendi del benedettino portoghese Andreas de Escobar, (fig. 4) opuscolo attribuito dal Gesamtkatalog a un non ben noto tipografo romano e stampato circa l'anno 1475. Questo esemplare di Terni, unico che risulti posseduto in Italia, si aggiunge agli altri due esemplari ricordati dal Gesamtkatalog esistenti a Darmastad e a Zurigo.
Il terzo opuscolo della stessa preziosa raccolta è il Directorium ad confitendum (fig. 5) di Antonio di Butrio, opuscolo contenente un breve trattato per i confessori, attribuito anch'esso a Roma, circa l'anno 1474 e ai tipografi Antonio e Raffaele da Volterra. Anche questo trattatello è di estrema rarità, risultando l'unico esemplare posseduto dalle Biblioteche italiane. Infine tralasciando gli altri opuscoli che compongono questa miscellanea, va ricordato l'ultimo di essi, attribuito al giurista Bartolo da Sassoferrato: è lo strano Tractatus procuratoris editus sub nomine diabuli quando petiit justitiam corani deo, non ancora censito nel Gesamtkatalog forse perché non ritenuto opera del suddetto famoso giurista. Esso peraltro è opuscolo egualmente raro perché risultava finora posseduto in Italia soltanto nella Biblioteca Casanatense, al cui esemplare se ne aggiunse poi un altro anche da me rinvenuto nella Biblioteca Comunale di Perugia. Né devo lasciar sotto silenzio neppure l'opuscolo De Bombyce di Lu­dovico Lazarelli, poemetto didascalico, intorno alla cultura dei bachi da seta (argomento trattato in altro analogo poemetto dal contemporaneo Girolamo Vida) che fu diffuso per la stampa nel sec. XV soltanto nella edizione conservata in questa Biblioteca Ternana e di cui non risultano posseduti in Italia che soli 3 altri esemplari dalla Casanatense di Roma, dalla Estense di Modena e dalla Biblioteca Provinciale di Avellino.
I brevi cenni dati qui a riguardo delle edizioni veramente rare rinvenute nella raccolta di Terni, stanno ancora una volta a dimostrare quante sorprese si potrebbero ancora avere se l'opera di indagine intorno agli incunabuli delle biblioteche d'Italia fosse continuata da tutte le RR. Soprintendenze e allargata anche alle collezioni più modeste. Ma questa opera di esplorazione non potrà essere compiuta interamente se le stesse Soprintendenze non si vedranno in ciò incoraggiate e sostenute da provvedimenti intesi a portare a termine le indagini di questo genere, nelle quali noi italiani non giungiamo certo per i primi.

CAMILLO SCACCIA-SCARAFONI


________________________________________
[1] Questo documento rappresenta la versione digitale dell’articolo di Camillo Scaccia Scarafoni: Preziose rarità fra gli Incunaboli della Biblioteca Comunale, in Rassegna del comune di Terni, [Tipografia Alterocca], gennaio / febbraio1935, n.1/2, p. 6.
Si tratta dello stesso articolo comparso come premessa al catalogo dello Scaccia Scarafoni: Gli incunaboli della Biblioteca Comunale di Terni, in «Accademie e Biblioteche d'Italia», Roma, Biblioteca d'Arte Editrice, anno IX, (1935), n.6.